Comunicato stampa di Ashrawi.

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Comunicato stampa di Ashrawi. 

Trent’anni dopo il piano di partizione della Palestina, l’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato una nuova risoluzione per la proclamazione di una Giornata Internazionale di solidarietà con il Popolo Palestinese, fissata per il 29 novembre di ogni anno.

Il Palestine News Network (PNN) dichiara che, secondo le Nazioni Unite, la data “è stata scelta per il significato che riveste per il popolo palestinese. Dei due Stati che avrebbero dovuto crearsi in seguito alla risoluzione, solo uno, Israele, è davvero venuto alla luce”. 

Sempre secondo le Nazioni Unite, si tratta di “un’opportunità per la comunità internazionale di concentrarsi sulla mancata soluzione della questione palestinese e sul fatto che il popolo palestinese non possa ancora godere dei diritti inalienabili definiti dall’Assemblea Generale: quello all’auto-determinazione senza condizionamenti esterni, all’indipendenza e alla sovranità nazionali, e quello al ritorno nelle sue case e nei suoi territori, da cui è stato allontanato con la forza”.

In rete, sono apparsi i messaggi dell’OLP e dell’Anp.

Riportiamo quindi il comunicato stampa rilasciato dalla Dottoressa Hanan Ashrawi, membro del Comitato Esecutivo dell’OLP, in occasione della Giornata Internazionale di solidarietà con il Popolo palestinese.

“Tre anni fa, la Palestina è entrata a far parte delle Nazioni Unite come Stato osservatore non membro, con il voto favorevole di ben 138 Paesi. Da parte della comunità internazionale, si è trattato di un riconoscimento importante in favore dell’autodeterminazione e della libertà della Palestina, a dispetto dell’occupazione militare israeliana. Tre anni dopo, il Popolo Palestinese deve dichiarare conclusa la strada verso una soluzione a due stati, in quanto Israele distrugge ogni possibilità di pace e stabilità con l’impiego sistematico di strategie tese all’espansione del suo territorio su quello della Palestina storica. Nonostante le condizioni disastrose e allarmanti che registriamo, continuiamo ad esprimere la nostra gratitudine ai membri della comunità internazionale che hanno dichiarato apertamente la loro solidarietà, ponendosi coraggiosamente dalla parte della pace, della giustizia e della dignità e sostenendo attivamente le legittime aspirazioni di indipendenza e libertà da parte dei Palestinesi. Ringraziamo i singoli Stati e i Parlamenti che hanno ribadito tali principi e riconosciuto lo Stato di Palestina, così come siamo grati ai movimenti internazionali di solidarietà che lavorano strenuamente per far sì che Israele sia ritenuto responsabile delle sue azioni, per garantire la protezione dei Palestinesi e salvaguardare i loro diritti umani. Riceviamo continui attestati di solidarietà: nell’ultimo mese, la Commissione Europea ha varato nuove linee guida per l’etichettatura dei beni prodotti negli insediamenti illegali sui Territori Palestinesi (si tratta di un primo, modesto passo, nella speranza che questo sistema incoraggi un boicottaggio totale nei confronti degli insediamenti e dei coloni); inoltre, l’Associazione Antropologica Americana è stata la prima grande organizzazione statunitense ad approvare un boicottaggio delle istituzioni israeliane e ad affermare la legittimità del movimento per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni; l’Esecutivo Nazionale del Partito Laburista Inglese ha approvato il boicottaggio della compagnia di sicurezza privata G4S per il suo coinvolgimento nelle carceri israeliane. Tali esempi di attivismo trasmettono un importante messaggio di speranza e incoraggiamento per il nostro popolo: la lotta popolare e non violenta per la conquista di diritti inalienabili contro una forza occupante e belligerante è ancora possibile, la nostra resistenza per la libertà non sarà vana. Siamo determinati a continuare il nostro lavoro con chiunque ci esprima solidarietà a livello internazionale; proseguiremo su ogni strada politica, legale e diplomatica, per evitare che la pace e la libertà vengano compromesse definitivamente. Speriamo che il popolo Palestinese possa finalmente liberarsi dall’occupazione e delle gravi ingiustizie di cui è vittima ormai da decenni”.

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