Giovanni Lo Porto in Pakistan

giovanni-lo-pLa morte del cooperante italiano Giovanni Lo Porto in Pakistan e le decisioni uscite dal vertice europeo di ieri sull’immigrazione sono le due notizie principali sui quotidiani italiani per questo venerdì 24 aprile.

“Italiano ucciso, Obama: colpa mia” è l’apertura del romano Il Messaggero.

Duro il titolo de Il Giornale “Obama e (forse) Renzi hanno nascosto un morto italiano”; nel sommario la spiegazione: “tre mesi fa ucciso per errore in un raid USA. Ma ce lo dicono solo ora.”

L’operazione anti-terrorismo statunitense si è svolta nel gennaio scorso e ha causato la morte di un altro ostaggio statunitense e di due cittadini americani affiliati ad Al Qaeda.

Ieri la comunicazione di Obama al premier Renzi. Il cooperante italiano Giovanni Lo Porto è stato ucciso in un raid Usa, da un drone della Cia.

Lo rende noto l’agenzia americana Dow Jones. La Casa Bianca ha confermato la notizia aggiungendo che nella stessa operazione sono stati uccisi anche un altro ostaggio, Warren Weinstein, esperto di sviluppo americano e prigioniero dal 2011, e Ahmed Farouq, un cittadino statunitense divenuto uno tra i leaders di Al Qaeda.

Adam Gadahn, altro americano ai vertici di Al Qaeda, è stato ucciso sempre a gennaio, in un altro raid.

L’operazione anti-terrorismo è avvenuta al confine fra Afghanistan e Pakistan. L’obiettivo del drone della Cia era un compound di Al Qaeda. Lo Porto era nel compound colpito, insieme ad altri ostaggi americani.

“Non ci sono parole per esprimere in modo adeguato il nostro dolore per questa terribile tragedia”, si legge in una nota di Barack Obama.

“A nome degli Stati Uniti chiedo scusa a tutte le famiglie coinvolte. Come presidente e comandante in capo mi assumo la responsabilità di tutte le operazioni antiterrorismo, compresa questa”, ha detto il presidente Barack Obama in conferenza stampa poco dopo la diffusione della notizia. “Non sapevamo che all’interno del compound ci fossero anche i due ostaggi. Ho parlato con la moglie di Warren e con il premier Matteo Renzi. Come marito e padre posso solo immaginare l’angoscia e il dolore che le famiglie stanno vivendo oggi”, ha aggiunto Obama.

Il presidente poi ha parlato di Lo Porto e Weinstein: “L’esempio di questi due uomini brillerà a lungo, sarà una luce per chi è rimasto”.

Giovanni Lo Porto, brillante operatore umanitario palermitano, era già stato in Afghanistan due volte e aveva alle spalle missioni anche in Centro Africa ed Haiti. Svolgeva la sua attività a Multan, nel sud del Punjab, nell’ambito di un progetto umanitario gestito dalla ong tedesca ‘Welt Hunger Hilfe’ (Aiuto alla fame nel mondo) per le famiglie in difficoltà dopo le alluvioni che avevano colpito la zona.

Il cooperante italiano, di 39 anni, era stato rapito in Pakistan il 19 gennaio 2012, quando un gruppo armato fece irruzione nell’edificio dove viveva e lavorava, sequestrandolo insieme a un collega tedesco, Bernd Muehlenbeck, di 59 anni. Da quel momento l’unico segnale indiretto dell’esistenza in vita di Giovanni Lo Porto risale all’ottobre del 2012 quando venne postato sul web un breve video nel quale Muehlenbeck sosteneva che entrambi erano in pericolo di vita e chiedeva un intervento urgente per ottenere la loro liberazione. Da quel momento sull’intera vicenda era calato il silenzio.

‘Terzo settore’ e altre organizzazioni non governative avevano, per questo inviato, attraverso la piattaforma Change.org, una petizione alle massime autorità italiane.

Assieme a padre Paolo Dall’Oglio, era uno degli ultimi due italiani ancora prigionieri di bande di sequestratori.

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