Siria: chi gioca sporco… è sempre chi non vuole perdere.

 

Partendo da questa premessa, e alla luce dell’ennesima campagna propagandistica, lanciata dai soliti media anti-Assad e russofobi, con una valanga di foto di bambini siriani morti, dovremmo porci due domande:

1)- Dove sono le foto dei bambini, e civili, morti durante i 5 anni precedenti all’intervento russo in Siria??

2)- Se le vittime sono tutti bambini, significa che nella provincia di Idlib vivevano solo, e autonomamente, dei bambini orfani??

Due domande paradossali per chi del paradosso ha fatto la sua ragione di vita. 

I fatti e non le parole sono quello da cui iniziare la ricerca della verità. Verità che si continua a travisare pur di legittimare guerre in nome di una “democrazia da esportare”, naturalmente a mano armata, dall’auto-nominatosi “gendarme del mondo” di turno.

C’è chi gioca sporco…

Ma da sempre è una prassi usata da chi vede avvicinarsi la sua sconfitta, non di certo da chi vede avvicinarsi la vittoria, anche se con l’aiuto della Russia e nonostante abbia tutti i media occidentali contro.

Una città in mano ai ribelli nel nord della Siria è stata esposta ad agenti tossici provenienti da un arsenale ribelle colpito da un bombardamento aereo siriano. E’ la tesi del ministero della Difesa russo sull’attacco chimico avvenuto martedì nella provincia di Idlib, dove sono morte 72 persone. Mosca smentirebbe così da parte sua l’ipotesi che il regime di Damasco abbia volutamente eseguito un raid con armi chimiche.

Il portavoce del ministero, il generale maggiore Igor Konashenkov, ha detto che le attività militari russe hanno registrato martedì un attacco delle forze aeree siriane su depositi di armi e una fabbrica di munizioni nella periferia orientale della città di Khan Sheikhoun.

Le autorità di Mosca hanno poi aggiunto che armi chimiche prodotte dalla fabbrica sono state utilizzati in Iraq e lo stesso tipo di arsenale era stato utilizzato in precedenza dai ribelli ad Aleppo, dove si erano riscontrate sintomatologie simili a quelle osservate a Khan Sheikhoun.

Damasco nega attacco con gas tossici: “Accuse false” – Il comando generale delle forze armate siriane “smentisce categoricamente” di avere compiuto un attacco chimico a Khan Sheikhun. Lo si legge in un comunicato diffuso dall’agenzia governativa Sana. Le forze armate “non hanno e non useranno mai questi materiali in nessun luogo o momento”, si legge ancora nella nota, in cui si afferma che lo stesso comando generale “ritiene responsabili per l’uso di sostanze chimiche e tossiche i gruppi terroristi e i loro seguaci”.

E intanto…

nel silenzio mediatico, e sotto la cortina fumogena creata dalle fake news, c’è chi cerca di rubare la sua parte di osso dal pentolone in ebollizione siriano:

“Le truppe turche hanno spostato i confini di Stato e addestrano milizie in nostro territorio”.

La Turchia minaccia la sovranità della Siria. Lo ha detto l’ambasciatore del Paese in Russia, Riyad Haddad che ha parlato delle attività in corso sul territorio siriano da parte delle forze armate turche. Accusate di aver creato campi di addestramento, ma anche di aver unilateralmente spostato il confine di Stato con la Siria più in profondità nei territori siriani vicino al fiume Afrin.

“La Turchia approfittando della secca del fiume Afrin a sud-ovest della città di Jenderis ha spostato il filo spinato che segna il confine”, ha detto Haddad sottolineando che Damasco considera queste azioni una violazione della sovranità siriana.

E la storia continua… finché ci saranno spettatori con il loro sterile “tifo da stadio”.

 

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