Risposte del Venezuela per assalto fascista alla ambasciata in Spagna.

Questi sono i “pacifici manifestanti” in Venezuela, che i media osannano. Gli stessi media che criminalizzano in Italia chi manifesta contro il TAV, contro l’abbattimento di ulivi in Puglia o per il diritto alla casa e al lavoro ??

Risposte del Venezuela per assalto fascista alla ambasciata in Spagna e sequestro dell’Ambasciatore Mario Isea.

 

Maduro ha chiesto al re di Spagna di indagare per aggressione Ambasciatore Mario Isea.

 

Tutti uniti nell’ansia di cancellare il socialismo bolivariano in nome dei “diritti umani” (quelli del Fondo monetario internazionale…). Intanto, i suoi “pacifici manifestanti” agiscono anche in Europa.

In Spagna, tra un inno all’ex dittatore Franco e uno slogan contro Maduro, hanno sequestrato per ore i lavoratori dell’ambasciata venezuelana e ferito l’ambasciatore con la complicità dei poteri locali.

In Italia, dopo aver minacciato funzionari, giornalisti e chiunque non s’allinei alla “parte giusta della storia”, hanno imbrattato i cancelli dell’ambasciata a Roma. E’ una vecchia abitudine.

Il 12 aprile del 2002, durante il golpe contro Chavez, Leopoldo Lopez e il suo amico Capriles Radonski, armi alla mano, tennero sotto assedio il personale dell’ambasciata cubana a Caracas. Intanto, mentre Maduro discute il futuro del Venezuela coi settori sociali che partecipano agli incontri per l’Assemblea costituente, le destre puntano sulla bomba di escrementi, la “puputov”. Tanto per chiarire come intendono governare il paese.

 La Repubblica Bolivariana del Venezuela è vittima di una brutale operazione di destabilizzazione e aggressione.

Nonostante si sia assistito alla sconfitta dei molti e diversi tentativi di golpe contro il processo rivoluzionario bolivariano dopo il 1999, gli Stati Uniti, con i settori più reazionari dell’opposizione venezuelana, compresi gruppi di natura fascista, decidono di attuare un nuovo tentativo eversivo violento e antidemocratico contro la Rivoluzione Bolivariana.

Appoggiati da una colossale e pianificata operazione di disinformazione e menzogna, i settori golpisti e antidemocratici del Venezuela promuovono criminali azioni di violenza – compresi assassinii –, la distruzione del patrimonio pubblico e privato – incluse le strutture ospedaliere –, saccheggi, tentando di imporre una situazione che diventi incontrollabile.

Questa violenta azione contro il Venezuela e il suo popolo è progettata e guidata dall’esterno, in particolare dagli Stati Uniti che, direttamente o indirettamente – recuperando l’OSA come mascheratura – hanno cercato fin dal primo momento di far retrocedere e di sconfiggere il processo di profonde trasformazioni sovrane e democratiche iniziato da Hugo Chavez 18 anni fa.

Gli Stati Uniti non hanno mai accettato il processo di trasformazioni che ha permesso a milioni di venezuelani di avere accesso, dopo il 1999, alla sanità, all’istruzione, all’acqua potabile, all’energia elettrica, all’abitazione, alla cultura, e che ha aperto la prospettiva di un vasto progetto sovrano e di emancipazione, progressista e antimperialista, strettamente legato alla liberazione dell’America Latina e dei Caraibi dalla tutela e dal dominio statunitense. E’ per questo che gli USA ipocritamente dichiarano il Venezuela come una minaccia alla loro sicurezza.

Dal primo momento gli Stati Uniti, con la connivenza dei grandi gruppi economici in Venezuela, hanno scatenato una permanente guerra economica, che ha assunto una nuova dimensione con la strumentalizzazione delle difficoltà momentaneamente avvertite dalla popolazione in conseguenza della caduta dei prezzi de petrolio e delle sue ricadute sull’economia venezuelana, attraverso l’intensificazione dell’azione di boicottaggio economico, di accaparramento e speculazione sui prezzi, per ostacolare in tal modo l’accesso regolare e adeguato ai beni essenziali. Va ricordata anche la sistematica strumentalizzazione del Parlamento dopo le elezioni del 2015, con l’obiettivo di destituire il presidente Nicolás Maduro, di paralizzare l’azione del suo governo, di disattendere la Costituzione venezuelana e attaccare il processo bolivariano e le sue realizzazioni.

Nel corso degli ultimi 18 anni, l’unità e la convergenza delle forze patriottiche, progressiste e rivoluzionarie venezuelane, insieme all’unione civico-militare, è stata determinante nell’avanzata e nella difesa del processo venezuelano, processo che assume un enorme significato per la lotta dei lavoratori e dei popoli dell’America Latina e dei Caraibi e di tutto il mondo.

Di fronte all’intensificazione dell’azione di destabilizzazione golpista contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela, che minaccia la sovranità e i diritti del popolo venezuelano, acquista ancora maggiore importanza l’affermazione della solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana e il suo popolo.

 

 

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